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venerdì 5 novembre 2010

I miei limiti. Il ricordo di un passato primordiale.


27/10 - 3000/2000/1000 a 3'35" rec 3' costante i passaggi - 10'46"/7'30"/3'29"
          - Lieve rallentamento nel 2000. Ho avuto voglia di rimettere, per due volte. 
28/10 -  corsa 50'
29/10 - 10km da 4'20" a 3'50"/km
          - Non è stato semplice andare con la giusta progressione, ma è andata. Ho rispettato i tempi.
31/10 - 1h30', ultimi 20' progressivi.
          - Ho retto bene per tutti i 90'. Per rendere il tutto, mentalmente più facile ho eseguito molte variazioni al solito percorso. Gli ultimi 20', sono riuscito ad effettuare la progressione, senza difficoltà.
01/11 - corsa 50'

03/11 - 12km medio. 10km a 4'08", ultimi 2km progressivi - 3'58"/km - 3'48"/km
          - Non ho voglio di correre in pista, e corro nell'anello esterno da 510m.
E' già buio e ha appena iniziato a piovere. Per terra diverse pozzanghere che impongono numerosi slalom e il divertimento è garantito.
Correre in queste condizioni mi piace tanto e in questi momenti si rende evidente una grande passione con una grossa dose di istintività e irrazionalità. Il ricordo di un passato primordiale quando l'uomo poteva contare solo sulla propria forza fisica e le gambe rappresentavano il suo bene più prezioso. Mentre corro mi sento tutt'uno con il mio corpo e in armonia con ciò che mi sta attorno, è bello sentire la pioggia sul viso,  e la suggestione del buio (oggi l'accensione dell'illuminazione avviene con mezz'ora di ritardo). In questi momenti sono più sensibile a tutto quello che avviene dentro il corpo, il ritmo del respiro, il pulsare del cuore che pompa il sangue verso i muscoli. Prendo gusto anche alla sopportazione alla fatica, del ritmo sostenuto, che sto eseguendo. Insomma una vera lezione per imparare a conoscermi sempre meglio, e imparare a gestire i miei limiti.