venerdì 11 dicembre 2009

Fondo lento

Percorso in città


Sveglia ore 5.00, in strada alle 5.30

- Stretching 5’
- Fondo lento 1h03 riferimento target 136-144 bpm
- Stretching 15’


Questa mattina cinque minuti prima dello squillo della sveglia, apro gli occhi e mi accorgo che è quasi l'ora. Disattivo l'allarme sveglia del cellulare e subito in piedi nel buio semi barcollante con un po di sonnolenza mi dirigo in cucina percorrendo il tratto dell'andito a memoria  con il rischio di andare a sbattere su qualche ostacolo. Prima di indossare gli indumenti tecnici da corsa accendo la caffettiera per preparare il caffè. Mi vesto in fretta ed esco fuori nel balcone per vedere come sono le condizioni meteo ed  evitare di vestire qualcosa troppo pesante.


Do uno sguardo al termometro che segnala 4° non c'è vento e il cielo è stellato quindi non ci sono nuvole. La felpa che indosso va benissimo ma sopra aggiungo la mantellina fluorescente impermeabile. Imposto il cardio con il target per un fondo lento 136-144 bpm e inizio subito qualche esercizio di allungamento muscolare. Bevo la tazza di caffè, un bicchiere d'acqua ed esco da casa.

Mi sento subito a mio aggio le strade sono completamente deserte e silenziose, sono momenti bellissimi per ascoltare meglio tutte le sensazioni provocate dall'attività in corsa. L'aria è fredda ma non ha il tempo di raffreddare anche me. Parto subito a buon passo, il battito e regolare ma ancora non riesco a rompere il fiato adesso ho d'avanti a me un  tratto in salita. Sento che le gambe possono spingere bene nonostante la pendenza. 

 Una volta superata la salita ho da affrontare un lungo tratto in piano alla fine del quale riesco a rompere il fiato. A questo punto cerco di tenere un passo il più regolare possibile. Arrivo alla prima mezz'ora e a questo punto il trillo del cardio mi avvisa che sto sforando. 

Devo rallentare, come al solito c'è la deriva cardiaca in atto. Prima che questa salga permette di tirare anche oltre il passo della corsa lenta per circa trenta minuti e poi devo rallentare un po per non aumentare lo sforzo oltre il previsto.  Mi concentro sul nuovo passo e vado avanti così fino alla fine. 

Sono di nuovo sotto casa, mi fermo e mi preparo per i miei 15' di stretching. E' andata benissimo anche per oggi può andare. Sono riuscito a percorrere il giro in un ora senza lasciarmi prendere dalle buona sensazione che suggeriva di accelerare. Così ho evitato un doppio brusco cambiamento al fisico. Sia la novità della sveglia all'alba e sia l'allenamento dopo una settimana di stato influenzale. Ormai ho preso gusto alla vecchia sensazione della corsa all'alba e penso che d'ora in poi continuerò a correre a quest'ora. 



10 commenti:

Walter ha detto...

Io ci ho provato ma faccio davvero fatica a svegliarmi prima la mattina per correre.
Mi piace da morire spezzare la giornata e correre in pausa pranzo,mi da una carica unica!

Tosto ha detto...

A che ora del giorno hai la catalessi? o vai a letto presto? sei un discepolo di Pizzolato :)

antonello ha detto...

Veramente encomiabile, ma lo fai tutti i giorni? io ci riesco solo sporadicamente quando ho qualche lungo da fare e non riuscirei altrimenti.
Questa è pura determinazione e mi pare che i risultati si vedano. Visiterò più spesso il tuo blog chissà che non mi venga l'ispirazione.

Giuseppe ha detto...

A tutti e tre,
oggi ho riprovato la seduta di allenamento all'alba. C'è voluto un po per invogliarmi a farlo. Anche a me piace poltrire a letto qualche minuto in più la mattina. E poi la cosa che mi ha fatto tardare a convincermi è che non ho la possibilità pratica di andare a dormire prima delle 23.30, causa obblighi familiari. Invece la cosa pro è che già fino ad un paio d'anni fa erano già quattro anni che mi allenavo anche più presto ma sempre all'alba. Da sottolineare che non avevo alcun problema ad andare a letto alle 22.30. Comunque il solo fatto di aver passato stagioni intere con quell'orario, mi ha fatto conoscere la meraviglia di un momento unico e insostituibile. E' il momento migliore di tutte le 24 ore.
@ Antonello penso che tutti quelli che praticano questa attività abbiamo una bella dose di determinazione.
@ Walter una volta che il tuo orologio biologico prende quel ritmo viene automatico.
@Tosto non ho tempo per andare in catalessi, il lavoro non me lo permette. Se non esco e non produco non mangio.

Tosto ha detto...

Allora sei un uomo d'acciao :)

Miticojane ha detto...

D'estate non è un problema ma d'inverno è più dura, comunque ci si abitua a tutto, a quell'ora
sei solo tu in giro, ed è veramento bello, stamattino ad esempio a quell'ora sono andato in palestra, l'importante è muoversi

Giuseppe ha detto...

@Tosto no non sono d'acciaio sono più morbido.
@ Mitico, quando descrivi questi argomenti, sembra di leggere me stesso.

Stefano Grandi ha detto...

Ottimo seguire il lento con il cardio!
Il massimo ,per me,e' partire con 136 battiti e piano piano arrivare a 144 battiti.Questo e' il vero lento,se superi il range a causa della deriva cardiaca alleni il medio e trasformi ogni allenamento in progressivo.

Giuseppe ha detto...

@Stefano
Uso il cardio da " Correre è bello – Enrico Arcelli – Rizzoli 1982" in poi, esattamente dal 1985, quando erano enormi "Sport Tester" Polar. A quanto pare anche tu sei un runner curioso di approfondire il funzionamento dei nostri organi e in questo caso l'apparato cario circolatorio.
Avremo sicuramente modo di imparare uno dall'altro, anche con la lettura reciproca dei post. A presto.

Stefano Grandi ha detto...

Con molto piacere!
ad altri post.