martedì 6 dicembre 2011

CORRENDO A SA 'E SOS FRORES

Finalmente un attimo di tregua, il vento si è calmato il cielo si è schiarito c'è un bellissimo sole e non piove.
Ho deciso che anticiperò l'allenamento in programma per domani, a causa di impegni inderogabili.
La seduta la effettuo nelle strade del monte Ortobene con un passaggio verso la fonte di  "Milianu" e proseguendo a  "Sa 'e Sos Frores".
I primi 2km in corsa lenta di riscaldamento e di verifica sull'efficienza del ginocchio sinistro che domenica ha dato qualche segnale di cedimento.
Perfetto o quasi il dolore è lieve e, penso, non preoccupante. 

Aumento il passo e la mia mente è già rapita dalle bellezze di questo splendido sottobosco. Il fiato è buono, la spinta non infastidisce il ginocchio, proseguo in agilità ed in leggera progressione. 
Si sta proprio bene, quest'aria è dopante, nel senso che invoglia un passo ancora più svelto ma sono ancora a metà percorso e fra qualche chilometro ha inizio un tratto in salita.
Ottavo chilometro fra circa un chilometro inizia il tratto finale, il più difficile e tento di farlo senza fermare la progressione. A questo punto inizio a sentire veramente fatica, le gambe iniziano ad implorare pietà, ma la meta non è ancora in vista.
Supero la parte che mi copriva la visuale e parto per l'ultimo chilometro.
Vien voglia di mollare ma ormai si tratta di stringere i denti ancora un po'.
La vetta è a qualche centinaio di metri, la salita è sempre più ripida, la frequenza cardiaca si è portata a 166 battiti per minuto, i muscoli delle gambe stanno per scoppiare, i polmoni bruciano.
E' fatta, dieci chilometri e trecento metri in quello che l'amico Angelo ha battezzato "percorso di guerra".
Defaticamento in corsa molto lenta e sempre più piano, fino al passo.
10' di stretching, penso di essermi meritato un buon pranzo.  

4 commenti:

percefal ha detto...

Sicuramente ho perso il filo dei tuoi llenmento, come mai ti sti concentrando su percorsi campestri?

Giuseppe ha detto...

E' un filo lungo quasi tre mesi (dal 12 settembre).
Dopo tutta l'estate trascorsa su pista, per cinque volte la settimana ho sentito il bisogno di tuffarmi nei lavori di resistenza, senza dimenticare agilità e potenza.
Ti garantisco che un buon mix o cocktail di tutto questo, lo puoi trovare in natura nei terreni campestri. Personalmente prediligo questi lavori alla palestra.
Senza dimenticare la passione per le escursioni, conosco come le mie tasche tanti sentieri nelle montagne dei dintorni che sarebbe un peccato non percorrerli.

Oliver ha detto...

Un bellissimo contatto con la natura e con te stesso

Vincenzo DI GENNARO ha detto...

Viene voglia anche a me di correre in quel boschetto!!