giovedì 24 giugno 2010

Il pane duro della fatica

Mercoledì 23 giugno 2010
Campo scuola. 

Mi sono abituato ad assaggiare il pane duro della fatica e anche oggi dopo una giornata lavorativa  movimentata con i parecchi chilometri e i tanti problemi da risolvere, rientro a casa verso le 19.30.
Sono stanco, ma  il solo pensiero di dover fare il terzultimo carico pre-gara, mi da la carica per cambiarmi ed uscire.
Questa è la penultima settimana della preparazione specifica lunga due mesi, per arrivare al culmine dello stato di forma attuale. 
Finalmente ci siamo, se tutto fila liscio, e questo dipenderà solo ed esclusivamente da me, dovrei riuscire ad esprimermi al 100% delle possibilità a mia disposizione in questo momento, niente sarà lasciato al caso.
Questo mi permetterà di avere una vera e propria valutazione, della reale ricostruzione organica e muscolare che da qualche mese sto cercando di realizzare, anche al fine di potermi permettere di riaffacciarmi all'agonismo amatoriale senior master.
Si le gare iniziano a rifarmi l'occhiolino e non voglio continuare a nascondermi dietro un dito, perché alla fine mi piace gareggiare.
Amo la sfida con me stesso e mi piace la sensazione di fatica limite, quando, più vado avanti e più divento maestro nella gestione delle forze.
Detto questo torniamo a oggi. La seduta odierna prevede, dopo un bel riscaldamento:
2 x 3000  corsi con 500m in 1'40" (3'20"/km) e 500m in 2' (4'00"/km) recupero tra un 3000 e l'altro 4'.
Il riscaldamento sarebbe dovuto durare una ventina di minuti, ma anche oggi un imprevisto, c'era la pista occupata per delle gare, mi ha costretto ad allungare il lento per 40'.
La pista si è liberata e mi appresto ad effettuare 5 allunghi da 100 m per preparare le gambe. Li effettuo tutti in 17" con un recupero di 1'15".
Mi allineo alla partenza dei 400m, ed inizio il primo 3000.
Parto per il tratto veloce e mi trovo da subito perfettamente a mio aggio, fino al cambio di ritmo. Nonostante la velocità del tratto più lento sia ancora alta mi trovo veramente bene rispetto agli ultimi allenamenti simili a questo.
Mi rendo subito conto che la forma è migliorata, perché rispetto alla precedente seduta, finisco i tratti a 4'/km rilassato, giusto il tanto da riuscire ad eseguire il successivo tratto più veloce con agilità.
Così anche per la seconda ripetuta, infatti nell'ultimo giro, ai 400m finali, decido di iniziare una progressione che terminerà sulla linea dell'arrivo. Chiudo l'ultimo 400 in 63"64.
Termino la seduta con qualche giro defaticante sull'erba, e altri 3km in corsa lenta fino a casa. Tempo totale per la seduta 1:30'.00"
10' di stretching.
Sensazioni splendide

12 commenti:

Filippo ha detto...

Bellissimo quando durante un allenamento cogli i segnali positivi di tutto il lavoro fatto in precedenza, è il bello di questo sport: niente succede per caso,
Ciao

Giuseppe ha detto...

Hai condiviso. Penso che siamo sulla stessa lunghezza d'onda.
Ciao.

Marianna ha detto...

Prima volta che leggo un tuo post veramente bello e pieno di passione per la gara complimenti !!!

Giuseppe ha detto...

Carissima, buonasera.
Sono contento d'essere riuscito a trasmettere, le emozioni provate in corsa, nella stesura del post.
A presto.

Francescarun ha detto...

Bello:))))ho condiviso anch io:)))

Giuseppe ha detto...

Evviva Francesca, anche tu riconosci questi sapori.
Buone corse

azzurra ha detto...

ciao!
ti ammiro!
e ti condivido....
le sfide con se stessi sono l epiù allettanti e coinvolgenti
ti auguro il meglio!
azzurra

Giuseppe ha detto...

Grazie Azzurra, ricambio l'augurio.
A presto.
Ciao

Domus ha detto...

Un pò ti invidio per la forza interiore che dimostri di possedere. Pensavo fossi il solito atleta concentrato sul proprio corpo, ma, poi, mi sono ricreduto, quando ho visto le tue letture. E' chiaro che tieni in allenamento anche la mente. Ti seguirò,... sul blog. Ciao. Domus

Giuseppe ha detto...

Buongiorno Domus,
è molto tempo che pratico attività sportive di endurance. Agli inizi le preoccupazioni sono rivolte ad aggiungere conoscenze, tecniche e pratiche, ma con la costanza e con il tempo, ti accorgi, ad un certo punto che non serve a nulla continuare ad aggiungere, ma al contrario devi iniziare a togliere.
Alla fine quello che conta è imparare a conoscersi, senza perdersi.

Marianna ha detto...

Ti auguro la buona notte ...

Giuseppe ha detto...

Ricambio.