martedì 21 giugno 2011

L'importanza del recupero

ore 06:00
anche oggi è una bella giornata.

- stretching 10'
- riscaldamento 3 km
- corsa lenta 10 km 47'20" (al km 4'44") Fc media 144 Max 151
- defaticamento 10'
- stretching 10'



Riesco a correre bene, lento, solo quando sono con altri che hanno intenzione di fare corsa lenta.
Oggi è uno di quei giorni e nonostante tutto non mi basta essere in compagnia di qualcuno che mi aiuta a gestire un lento rigenerante, infatti cerco di tenere a bada il battito cardiaco lavorando in un target 140-144, con qualsiasi pendenza della strada.
Rileggendo i dati di percorrenza trovo un passo che difficilmente riesco a tenere quando corro da solo.
Sono soddisfatto sono riuscito a non accelerare troppo e come dice Albanesi, ho sicuramente attivato:

  • la diminuzione della frequenza cardiaca
  • l'aumento della gittata cardiaca
  • l'aumento della capillarizzazione
  • l'aumento della differenza artero-venosa
  • l'aumento del numero dei mitocondri nelle cellule
  • il miglioramento della termoregolazione
  • il miglioramento del sistema locomotore
  • la trasformazione di una parte di fibre rapide in fibre lente

Sensazioni: sento d'aver corso un vero lento rigenerante. Unico problemino, quando corro con questo passo, al termine, sento le gambe appesantite e come se avessi corso per molti più chilometri. Vedremo come mi sentirò domani.

12 commenti:

CHICO68 ha detto...

Non sono abituato a correre in compagnia, però penso che sia molto divertente e stimolante.

Giuseppe ha detto...

Buona sera Chico.
Non preoccuparti non sei il solo.
Anch'io non sono abituato a correre in compagnia, ma per riabituarmi a correre all'alba per me è d'obbligo.
Quando sai che c'è qualcuno in strada che ti aspetta per poter correre sei costretto ad alzarti. In caso contrario se non hai appuntamento, prova ad immaginarti quante scuse per non alzarsi.

Bruno ha detto...

A me è capitato solo due volte di correre in compagnia, e confermo quanto detto da Giuseppe: è come se avessi una ulteriore motivazione, e la corsa o passeggiata che sia ti sembra molto, ma molto più leggera.

fathersnake ha detto...

Dicesi "lento rigenerante", ma quando ne termino uno io non riesco ad avvertire alcuna sensazione di rigenerazione; sarà che i miei sensi di podista sono sopiti.

Vincenzo DI GENNARO ha detto...

Anche io quando vado "troppo piano" ho l'effetto di avere le gambe imballate. Però basta un allungo finale di 150 metri per riprendermi. Credo che ciò avvenga proprio perchè ci deve essere un passaggio di una parte delle fibre da veloci a lente. Però come mi consigliasti tu, tutto questo è salutare perchè ti consente di recuperare meglio e di fare i lavori di qualità (che son quelli che servono) in maniera + ottimale.
Adesso che fai, mi dai consigli buoni e poi fai tu lo stesso errore mio?

Giuseppe ha detto...

@Bruno,
nonostante tutto io sono un podista solitario, nel senso che, a parte qualche corsa lenta rigenerante, i lavori specifici li effettuo quasi sempre da solo.
Almeno che non si tratti di qualcuno che decide di adeguarsi e si porta in scia.
Oppure ci sono i casi in cui devo fare un lavoro lungo a buon ritmo. In questo caso traggo beneficio da runner più veloci che fanno da lepre.

Giuseppe ha detto...

@fathersnake,
non so se hai letto bene le ultime righe del post dove ci sono le mie sensazioni sul lento rigenerante:
"quando corro con questo passo, al termine, sento le gambe appesantite e come se avessi corso per molti più chilometri"
I fin dei conti correre con un passo che non mi soddisfa non mi è congeniale.

Giuseppe ha detto...

Ciao Vincenzo,
hai ragione, hai mille volte ragione.
Qualche volta l'errore è possibile e ci sta.
Ogni qual volta attingo nuove nozioni (per passione) riguardo la preparazione specifica, mi piace essere la prima cavia per poter accettare le eventuali innovative metodologie di allenamento del fondo e del mezzofondo, e, quando sono in fase di messa a punto di una modalità è normale incappare in un errore.
La cosa importante però, è, capire dove si è sbagliato, in maniera tale da trarre un beneficio anche dall'errore.
Questa è la parte che più mi interessa. Quando in conclusione, sono in grado di ripetere un risultato, sia su me stesso che su altri. A quel punto non ho dubbi che non ho capito fischi per fiaschi.
Saranno un esempio di quello che ti sto dicendo, tutti i post che scriverò per l'avvicinamento alla data del 1500 che correrò i primi di settembre.
L'obbiettivo sarà:scendere sotto i tempi che ho fatto nel luglio 2010.
La cosa non sarà facile, sicuramente qualche errore ci sarà, ma sono certo che l'obiettivo sarà raggiunto.

Ciao

Vincenzo DI GENNARO ha detto...

Sono sicuro che ci riuscirai e anche se non dovessi farcela, di sicuro avrai dato il meglio di te e rimpianti non ce ne saranno...

Rocha ha detto...

Ammiro profondamente chi come te riesce ad allenarsi alla mattina presto, io non ce la farò mai ... complimenti !

federico vecchiarelli ha detto...

Allenarsi di mattina è il massimo per me, riesci a trarre il meglio dalla corsa sia in termini di sensazioni fisiche che psichiche. Io poi per qualche strano motivo riesco a godermi anche il maltempo, cosa non rara nella mia Milano. Correre da solo il lento rigenerante ti consente di goderti il panorama, l'aria fresca, i rumori della città che riprende vita, però ogni tanto fare due chiacchiere mentre si corre non è male...

Giuseppe ha detto...

@Rocha,
dicevo le stesse cose, poi mi sono adattato.
@Federico,
qualche anno fa, l'alba è stata l'unico momento possibile per allenarmi e questo avveniva per tutto l'anno, per tutte le stagioni, pioggia ,vento e neve mi hanno accompagnato per diversi anni.
Per questo condivido a pieno quello che pensi.